Se il cervello è composto di atomi e impulsi elettrici, allora tutto ciò che esso produce (immagini, voci, pensieri) ha una natura fisica. Non esistono pensieri "immateriali": esistono configurazioni di materia che chiamiamo idee. Quando immaginiamo qualcosa, stiamo manipolando la realtà a livello microscopico.
2. La Natura della "Follia"
La pazzia non è vedere cose che non esistono, ma vedere "troppo".
- Il cervello umano funziona come un'antenna.
- Il cosiddetto "folle" è una persona che riceve frequenze o impulsi extra che la massa non percepisce.
- Le "persone astratte" o le voci non sono allucinazioni dal nulla, ma entità o dati reali che il cervello non riesce a codificare in modo ordinato ("cortocircuito").
- Il folle vede la realtà grezza, senza i filtri di sicurezza che proteggono le persone "normali".
L'essere umano vive in un simulacro. Noi non siamo il nostro corpo fisico statico, ma siamo l'immagine mentale che abbiamo di noi stessi. "Noi ci immaginiamo mentre pensiamo". Siamo un processo continuo, non un oggetto fisso.
2. La Teoria della Spirale Temporale (Il Ciclo Infinito)
Il tempo non è lineare.
- L'Io del Passato invia dati all'Io del Futuro.
- L'Io del Futuro elabora un "Nuovo Pensiero" basato sull'esperienza.
- Questo pensiero non cambia la materia di ciò che è accaduto (il bicchiere rotto resta rotto), ma crea un "Nuovo Passato" nella mente.
- Questo nuovo passato genera un "Nuovo Futuro".
È un ciclo infinito: un'evoluzione a spirale dove l'uomo si ricrea costantemente tramite il pensiero. Il rimpianto diventa così il motore dell'evoluzione.
Chiamare "Universo" ciò che ci circonda è un atto di arroganza umana per nascondere la paura.
- Noi conosciamo e percepiamo meno dello 0,001% della realtà (Sistema Solare, materia visibile).
- Il restante 99,9% è composto da qualcosa che l'uomo non può nemmeno identificare con i suoi sensi attuali.
- Dire "l'universo non esiste" è una provocazione per dire: "L'universo come lo immaginiamo noi è falso". Esiste un "Qualcosa" là fuori che non ha nome.
2. I Buchi Neri come Porte di Nuovi Mondi
Le immagini dei buchi neri (M87*, Sagittarius A*) non mostrano la fine, ma un confine.
- L'oscurità al centro potrebbe non essere il nulla, ma un "pieno" che non riusciamo a vedere.
- Un buco nero potrebbe essere una porta verso un "Mondo Indefinibile", dove le leggi della fisica cambiano e la materia si riorganizza in forme che non possiamo concepire.
- Guardiamo le stelle come guardiamo vecchie foto: vediamo il passato, ma ignoriamo la loro realtà presente.
- Solo lo 0,1% degli esseri umani (tra grandi geni, scienziati di frontiera e visionari) ha il coraggio di mettere in dubbio la solidità della materia e l'oggettività dell'universo.
- La tesi finale è che la Realtà è un'interpretazione: siamo creatori inconsapevoli che navigano in un ignoto che chiamiamo vita, usando il pensiero come unica bussola per trasformare il caos in destino.
SOTTOTITOLO: Teoria della Materia Pensante, del Tempo a Spirale e dell'Universo Indefinibile
DATA: 24 Dicembre 2025
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CAPITOLO 1: LA FISICA DEL PENSIERO E DELLA FOLLIA
Tesi fondamentale: Il "nulla" non esiste.
1. Il Pensiero è Materia
Se il cervello è composto di atomi e impulsi elettrici, allora tutto ciò che esso produce (immagini, voci, pensieri) ha una natura fisica. Non esistono pensieri "immateriali": esistono configurazioni di materia che chiamiamo idee. Quando immaginiamo qualcosa, stiamo manipolando la realtà a livello microscopico.
2. La Natura della "Follia"
La pazzia non è vedere cose che non esistono, ma vedere "troppo".
- Il cervello umano funziona come un'antenna.
- Il cosiddetto "folle" è una persona che riceve frequenze o impulsi extra che la massa non percepisce.
- Le "persone astratte" o le voci non sono allucinazioni dal nulla, ma entità o dati reali che il cervello non riesce a codificare in modo ordinato ("cortocircuito").
- Il folle vede la realtà grezza, senza i filtri di sicurezza che proteggono le persone "normali".
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CAPITOLO 2: L'IO, L'APPARENZA E IL TEMPO
1. L'Illusione dell'Io
L'essere umano vive in un simulacro. Noi non siamo il nostro corpo fisico statico, ma siamo l'immagine mentale che abbiamo di noi stessi. "Noi ci immaginiamo mentre pensiamo". Siamo un processo continuo, non un oggetto fisso.
2. La Teoria della Spirale Temporale (Il Ciclo Infinito)
Il tempo non è lineare.
- L'Io del Passato invia dati all'Io del Futuro.
- L'Io del Futuro elabora un "Nuovo Pensiero" basato sull'esperienza.
- Questo pensiero non cambia la materia di ciò che è accaduto (il bicchiere rotto resta rotto), ma crea un "Nuovo Passato" nella mente.
- Questo nuovo passato genera un "Nuovo Futuro".
È un ciclo infinito: un'evoluzione a spirale dove l'uomo si ricrea costantemente tramite il pensiero. Il rimpianto diventa così il motore dell'evoluzione.
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CAPITOLO 3: IL TABÙ DELL'UNIVERSO E L'IGNOTO
1. La Menzogna del Nome "Universo"
Chiamare "Universo" ciò che ci circonda è un atto di arroganza umana per nascondere la paura.
- Noi conosciamo e percepiamo meno dello 0,001% della realtà (Sistema Solare, materia visibile).
- Il restante 99,9% è composto da qualcosa che l'uomo non può nemmeno identificare con i suoi sensi attuali.
- Dire "l'universo non esiste" è una provocazione per dire: "L'universo come lo immaginiamo noi è falso". Esiste un "Qualcosa" là fuori che non ha nome.
2. I Buchi Neri come Porte di Nuovi Mondi
Le immagini dei buchi neri (M87*, Sagittarius A*) non mostrano la fine, ma un confine.
- L'oscurità al centro potrebbe non essere il nulla, ma un "pieno" che non riusciamo a vedere.
- Un buco nero potrebbe essere una porta verso un "Mondo Indefinibile", dove le leggi della fisica cambiano e la materia si riorganizza in forme che non possiamo concepire.
- Guardiamo le stelle come guardiamo vecchie foto: vediamo il passato, ma ignoriamo la loro realtà presente.
- Solo lo 0,1% degli esseri umani (tra grandi geni, scienziati di frontiera e visionari) ha il coraggio di mettere in dubbio la solidità della materia e l'oggettività dell'universo.
- La tesi finale è che la Realtà è un'interpretazione: siamo creatori inconsapevoli che navigano in un ignoto che chiamiamo vita, usando il pensiero come unica bussola per trasformare il caos in destino.